Stile e Storia

Nel 1898 Giuseppe Niccolai fondava la ditta “Ricami e Cappelli Niccolai”. All’inizio, infatti, l’abilità artigianale e commerciale della famiglia Niccolai si divideva tra la creazione di biancheria per “corredi” e la confezione di cappelli, per lo più di paglia, cari alla moda “fine de siecle” e/o “belle epoque”. Solo nel 1910, con la fiera di Londra, Giuseppe Niccolai ebbe a specializzarsi nella sola “biancheria” fine e di lusso lasciando la produzione dei cappelli al fratello che, poi, andò a fare fortuna in Francia.

Da quel momento tutta l’attenzione fu rivolta esclusivamente alla messa a punto di modelli sempre più ricercati e preziosi frutto di una continua ricerca di materiali sempre più pregiati nonché di “donne-lavoranti” che facessero del ricamo una vera e propria arte. E proprio dall’arte quei preziosi ricami venivano talvolta mutuati come nel caso del famoso “bissone” (in realtà ricamo “deruta” che poi mutò nel tempo il proprio nome in “bissone” per la particolare tela di lino sulla quale trovava sviluppo) che vede la sua prima apparizione sulle rifiniture della veste della “Gioconda” di Leonardo - nodi vinciani o leonardiani- Negli anni ’50, gradualmente, le redini dell’azienda passarono nelle mani del figlio Raffaello Niccolai che, attraverso i suoi molteplici viaggi all’estero, cominciò ad introdurre pizzi di provenienza europea, prevalentemente dal Belgio e dalla Svizzera, che associati a quelli di Cantù portarono la produzione a livelli di assoluto pregio e bellezza. Il tutto senza mai perdere di vista le tradizioni e le caratteristiche del ricamo proprie del triangolo d’oro della biancheria: Firenze, Pistoia, colline del Montalbano.

In tal senso un ruolo insostituibile nella storia dell’azienda hanno sempre avuto le “donne” che, per lo più a casa durante il tempo libero, hanno tradotto in mirabile realtà le fantasie creative del loro datore di lavoro. Arriviamo, infine, ai nostri giorni allorchè il figlio di Raffaello, unitamente ad una validissima socia-collaboratrice, si impegna per perpetuare questa tradizione di famiglia cercando, per quanto possibile, di coniugare l’evoluzione dei tempi e del gusto con la propria ferma convinzione che la qualità, il pregio e, conseguentemente, il lusso debbano sempre essere il “leit motive” aziendale.

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO

Fedor Dostoevskij